FACILITY PARCO AGRISOLARE

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Il nuovo bando Facility Parco Agrisolare partirà tra fine febbraio e inizio marzo 2026.

Ci si attende una domanda molto elevata e i tempi istruttori del Gse saranno limitati: presentare la richiesta nei primi giorni può fare la differenza nell’accesso ai finanziamenti.

Seasolar offre un servizio « chiavi in mano » che include la richiesta di finanziamento e la fornitura e posa in opera dell’impianto fotovoltaico, del sistema di accumulo e della postazione di ricarica per veicoli elettrici.

No a salti tra bandi
Le imprese che hanno già un progetto finanziato e sono in grado di completarlo devono portarlo a termine sulla misura originaria.

L’ordinamento europeo sugli aiuti di Stato non consente margini interpretativi. Un’impresa può rinunciare a un progetto Agrisolare solo se i lavori non sono stati avviati; in quel caso potrà presentare domanda sul nuovo bando, ma sarà collocata in fondo alla graduatoria. Se invece i lavori sono già iniziati, la rinuncia non consente di accedere al nuovo bando.

I tempi
Il bando dovrebbe aprire entro inizio marzo. Ci si attende una domanda molto elevata e i tempi istruttori del Gse saranno limitati: presentare la richiesta nei primi giorni, completa e correttamente impostata, può fare la differenza nell’accesso ai finanziamenti.

Entro il 30 giugno il Gse dovrà aver individuato beneficiari per l’intera dotazione della Facility, pari a 789 milioni di euro, dimostrando alla Commissione europea che le risorse sono state impegnate.

I progetti selezionati avranno poi 18 mesi dalla data dell’atto di concessione per essere completati, con una finestra temporale che arriva fino al 2028.

Nel nuovo bando i tempi di istruttoria saranno più stretti rispetto al passato. Verranno privilegiate le domande complete e immediatamente ammissibili, mentre difficilmente si ripeterà la lunga stagione di interlocuzioni integrative che aveva caratterizzato i primi bandi Agrisolare.

Dal Gse è arrivato un chiarimento operativo importante sui tempi di connessione alla rete: come già avvenuto per i bandi precedenti, la rendicontazione sarà possibile anche se l’impianto non è ancora connesso.

Per presentare domanda, non è necessario disporre né dell’autorizzazione né del preventivo di connessione.

L’avvio dei lavori prima della presentazione della domanda preclude l’accesso al contributo. La progettazione e le attività preparatorie sono ammesse, ma qualsiasi ordine o pagamento che configuri l’inizio dell’investimento deve avvenire solo dopo.

Stesse regole
Un messaggio chiave, ribadito più volte da Masaf e Gse, è che il nuovo bando avrà le stesse regole del Parco Agrisolare già conosciuto.

Anche se le regole tecniche di dettaglio non sono ancora state pubblicate, l’impianto della misura resterà invariato in termini di beneficiari, interventi ammissibili e intensità di aiuto. Questo consente alle imprese di prepararsi già ora, senza attendere l’avviso attuativo.

Dal punto di vista tecnico, il bando continuerà a finanziare esclusivamente impianti fotovoltaici installati sui tetti di fabbricatigià accatastati al momento della domandastrumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, senza consumo di suolo.

Tra le strutture ammissibili rientrano anche le serre, purché siano permanenti e l’uso agricolo resti prevalente.

Non sono invece ammissibili impianti a terra o soluzioni che sottraggano superficie agricola alla produzione.

Autoconsumo e convivenza con le CER
Uno degli aspetti centrali resta l’autoconsumo. Per dimensionare l’impianto e accedere all’intensità massima di aiuto, che per le aziende agricole di produzione primaria può arrivare all’80%, possono essere considerati non solo tutti i consumi elettrici aziendali, su diversi contatori anche in siti differenti, ma anche i consumi termici utilizzati nei processi produttivi, se documentati tramite fatture dei combustibili. Questo consente di realizzare impianti anche di dimensioni rilevanti senza uscire dal perimetro della misura.

Il bando non è cumulabile con incentivi alle comunità energetiche rinnovabili che portino l’intensità di aiuto oltre il 40%. Questo significa che un impianto finanziato all’80% non può accedere agli incentivi per l’energia condivisa.

Tuttavia, esistono strategie progettuali alternative: un’impresa può scegliere volontariamente di collocarsi su un livello di contributo inferiore, ad esempio al 40 o al 50%, per rendere l’investimento compatibile con una Cer. È una scelta che va valutata con attenzione, perché comporta un diverso equilibrio economico, ma può avere senso in presenza di consumi limitati e superfici disponibili elevate.

Sul fronte finanziario il PNRR consente un’anticipazione fino al 30% del contributo, a fronte di una garanzia, anche se finora questo strumento è stato poco utilizzato dalle imprese agricole.

L’IVA non è mai un costo ammissibile a contributo, nemmeno per le aziende in regime speciale agricolo.

La misura
Il bando Parco Agrisolare, nella versione “Facility”, sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, con contributi in conto capitale.

La dotazione complessiva è di 789 milioni di euro, di cui il 40% destinato alle regioni del Mezzogiorno, ed è suddivisa in quattro linee:

  • 473 milioni per interventi realizzati da imprese agricole con vincolo di autoconsumo
  • 150 milioni per imprese della trasformazione di prodotti agricoli
  • 10 milioni per la trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli
  • 140 milioni per imprese agricole senza vincolo di autoconsumo.

L’incentivo può coprire fino all’80% dell’investimento per le aziende agricole di produzione primaria che rispettano il criterio dell’autoconsumo, calcolato sul consumo medio annuo di energia elettrica, includendo anche i consumi termici documentati; negli altri casi l’intensità di aiuto scende, con aliquote che possono arrivare fino al 65% in funzione della tipologia di impresa e della localizzazione geografica.

Sono ammissibili, oltre all’impianto fotovoltaico, anche sistemi di accumulo, infrastrutture di ricarica elettrica e interventi complementari come la rimozione dell’amianto, la coibentazione e l’aerazione delle coperture, entro massimali di spesa definiti.

Fonte: Qualenergia
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Links

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GSE: Attuazione misure PNRR

Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste: Investimento 4 – Facility Parco Agrisolare

ENEA: Dipartimento unità per l’efficienza energetica

MASE: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

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Decreto Facility Agrisolare 17.12.2025


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